Smontare e rimontare la realtà
Esperienze critiche & cognitive per condividere cultura.
Si può sperimentare un modo di condividere cultura? Un modo che sia diverso sia dalla trasmissione accademica del sapere sia dallo spettacolo come semplice entertainment?
I Worktable sono tavoli “orali” sui quali confluiscono e si mescolano senza soluzione di continuità film, saggi, romanzi, fumetti, pubblicità ecc., coinvolgendo i partecipanti in un “gioco della cultura” finalizzato alla creazione di comunità temporanee di riflessione, dialogo e ricerca. L’accostamento di questi materiali eterogenei, considerati come semplici “documenti”, abbatte gli steccati disciplinari e sospende le gerarchie tra sapere accademico e cultura popolare, valorizzando le esperienze personali dei partecipanti. il montaggio di questi frammenti disparati crea sbalzi di tensione e produce continui shock che accendono il pensiero nutrendo l’atteggiamento critico e creativo.

Immersi in un ambiente multimediale, i partecipanti accolgono l’emergenza di domande e riflessioni grazie all’intervallo che si apre nel gioco costante tra immagini e parole: questa dimensione interstiziale fa “girare a vuoto” il pensiero, sospende le evidenze e permette di riscoprire la realtà attraverso una produzione inedita di “senso”.
I Worktable sono un dispositivo flessibile e modulabile secondo le esigenze. Possono assumere l’aspetto di un seminario o di un workshop, quando il gruppo è ristretto e regolare, oppure di una conferenza, quando la platea è più ampia e puntuale. Possono essere proposti nell’ambito di percorsi formativi (scuole, associazioni culturali, enti, servizi sanitari ecc.) o di eventi culturali (festival, rassegne ecc.). Possono svolgersi in spazi raccolti oppure in luoghi pubblici (mediateche, cinema, teatri ecc.). Dal punto di vista dei contenuti, i Worktable attingono a una cassetta degli attrezzi molto ampia, giacché tendono a collegare trasversalmente ambiti e linguaggi diversi. Le proposte nascono sempre dall’interazione con i committenti, i quali possono essere direttamente coinvolti, sia a monte sia durante il processo realizzativo.
ABICÌ CULTURALI
I Worktable funzionano come “abbecedari” da costrutire e sperimentare insieme.
Tavoli ibridi che esaltano l’eterogeneità cercando di elettrizzare il pensiero.
La genealogia è grigia, meticolosa, pazientemente documentaria; lavora su pergamene ingarbugliate, raschiate, più volte riscritte.
Michel Foucault
Filosofo e Sociologo
Worktable propone dei “tavoli da lavoro” partecipativi, nei quali i materiali della ricerca “colta” si mescolano con i materiali dell’universo “pop” – in una tensione costante tra gli archivi culturali e l’attualità, e tra l’universalità delle domande e lo specifico dei saperi, linguaggi e territori in cui esse si radicano, s’incarnano. Non si partecipa a questi tavoli per aumentare il proprio capitale di “conoscenze”: un allargamento in tal senso avviene comunque, senza d’altronde essere delegato a chi anima i tavoli, ma piuttosto grazie allo scambio orizzontale tra i partecipanti. Si tratta, tuttavia, di un effetto collaterale.
L’obiettivo principale è condividere ogni volta delle esperienze critiche e cognitive.
STILE DI LAVORO: PRINCIPALI ASPETTI, METODO, FINALITÀ
Eterogenei e organizzati attraverso dispositivi multimediali
Il riferimento a un libro si concatenerà con la proiezione di un film, l’illustrazione di un concetto si concatenerà con un’immagine della storia dell’arte o della pubblicità, ecc. Eterogenei anche dal punto di vista di chi ci lavora: non solo perché saranno rivolti a pubblici diversi, ma anche perché si proverà a fare in modo che, intorno a ogni tavolo, si siedano e lavorino persone diverse (per età, bagaglio culturale, professionale ecc.).
Performativi
Per diverse ragioni e a vari livelli: perché la cultura che s’intende condividere è considerata come una riflessione sulle pratiche che formano il tessuto della vita quotidiana; perché sono essi stessi delle “performance collettive”; perché ogni tavolo prevedrà dei momenti di elaborazione pratica (laboratori).
Spazio di sperimentazione
Un laboratorio culturale aperto e condiviso.
L’obiettivo è di costituire nel tempo una “comunità di ricerca” a geometria variabile”.
UN PROCESSO COORDINATO
Pierangelo Di Vittorio
Filosofo, scrittore, animatore culturale
Dopo la Laurea in filosofia ha svolto servizio civile presso il Dipartimento di salute mentale di Trieste e ha lavorato come educatore nel settore riabilitazione, prima di proseguire a Strasburgo per proseguire i suoi studi di filosofia.
Dottore di ricerca in filosofia delle Università di Strasburgo e di Lecce, ha svolto attività di ricerca e insegnato “Lessico filosofico francese” presso l’Università di Bari; ha ottenuto un post-dottorato presso l’Università di Bordeaux (con una ricerca intitolata “Les critiques et les propositions alternatives au DSM en Europe latine”, nell’ambito del progetto finanziato dalla regione Aquitania “Construction des catégories de la santé mentale”). Ha ricevuto l’abilitazione di maître de conférences in Francia (filosofia e storia delle scienze) e di professore associato in Italia (filosofia morale).
Autore di numerose pubblicazioni, in Italia e all’estero, tra cui i volumi: Foucault e Basaglia, l’incontro tra genealogie e movimenti di base (Verona 1999); con M. Colucci, Franco Basaglia (Milano 2001); con A. Manna, E. Mastropierro, A. Russo, L’uniforme e l’anima: indagine sul vecchio e nuovo fascismo. Letture di: Bataille, Littell e Theweleit, Jackson, Pasolini, Foucault, Deleuze e Guattari, Agamben, Eco, Ballard (Bari 2009); con A. Manna e G. Palumbo, Bazar elettrico. Bataille, Warburg, Benjamin at Work (Potenza 2017); il saggio grafico Kerouac Mon Amour, con disegni di V. Bizzarri (Parigi 2018).
È stato tra i curatori dei volumi collettivi Globalizzazione e diritti futuri (Roma 2004); Lessico di biopolitica (Roma 2006, tradotto in francese) e Prove di “spiritualità politica” (numero monografico di “aut aut”, Milano 2017).
Co-fondatore di Action30, collettivo di ricercatori e artisti che dal 2005 sperimenta forme ibride di condivisione della cultura, attraverso produzioni editoriali, mostre, cortometraggi, performance, spettacoli e varie situazioni “didattiche”.
Consigliere pedagogico e formatore presso l’agenzia di formazione in psichiatria e salute mentale SOFOR (Sud-Ouest Formation Recherche) di Bordeaux, realizza in Italia e all’estero progetti legati alla salute mentale, con particolare attenzione al mondo della scuola: Formarsi insieme (2011-2012); Corrono Volano Nuotano Strisciano. Indagine conoscitiva sui ragazzi di Martina Franca (2015-2017); Murs, frontières (dal 2018).
Fa parte della redazione delle riviste “aut aut” e “Multitudes”.


